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lunedì 18 luglio 2011

Da Pontassieve al Passo della Consuma

A sud di Pontassieve, dove inizia la Statale 70, c’è un tratto di strada molto suggestivo, lungo appena 16 km che arriva fino al Passo della Consuma a 1050 metri di altitudine, passando in mezzo ad una campagna che cambia rapidamente aspetto man mano che si sale; il percorso, per il suo alternarsi di curve, è particolarmente praticato dagli amanti della moto e dai ciclisti più preparati.
Nel primo tratto più collinare, mi trovo circondato da magnifiche distese di vigne ben curate, sono le tenute della famiglia Frescobaldi che qui produce un eccellente vino del consorzio Chianti Rufina: il Nipozzano;
proseguo la mia salita costeggiando il suggestivo borgo di Pelago mentre  il paesaggio continua a cambiare aspetto proponendo prima uliveti poi faggi, querce, castagni fino ad arrivare al centro abitato della Consuma a 1025 metri, qui dopo aver oltrepassato la piccola chiesa in pietra posso gustare la tipica schiacciata con il prosciutto del Pratomagno ed i funghi della zona.





Poco più avanti arrivo al Passo della Consuma che introduce nel Casentino, mi fermo in un’ampia area di sosta ed ammiro il verde panorama sulla vallata sottostante  e le pendenze  colorate da fiori variopinti in mezzo ad abeti secolari.

6 commenti:

Mirella Puccio ha detto...

Una bella passeggiata, lontani dai rumori della città, immersi nel verde della natura... itinerario interessante e foto come sempre suggestive.

Sandro Fabrizi ha detto...

Grazie Mirella,...questo itinerario è da gustare in tutte le stagioni, non solo nel periodo estivo, in quanto la particolare esposizione al sole specialmente nel primo tratto dove ci sono i vigneti, lo rende appetibile sempre.

Vincenzo ha detto...

http://www.passodellaconsuma.it/

Sandro Fabrizi ha detto...

Grazie Vincenzo del tuo suggerimento e di essere passato da questo blog.

daniele ha detto...

Ciao Sandro,
hai visto che brutte costruzioni stanno realizzando proprio nel pratone sotto il "mitico" chalet del passo?
Che peccato...

Sandro Fabrizi ha detto...

Ciao Daniele,
Si, purtroppo questa è l'ulteriore conferma che non sappiamo valorizzare la ricchezza più grande che abbiamo: il nostro bel territorio!
Il mio intento è proprio quello di farlo conoscere ed apprezzare di più per combattere anche questi scempi...grazie della tua testimonianza!

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